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Catacombe di San Gaudioso

Catacombe di San Gaudioso è il nome dato alla rete sommersa di cubicoli e nicchie per le sepolture cristiane di rito greco con accesso dal succorpo della Chiesa del Monacone alla Sanità, popoloso quartiere di Napoli.

Gli antri sotterranei divennero più frequentati con l’avvento del cristianesimo di rito africano, a sua volta installato dalle fondazioni agostiniane dell’ormai estinto culto al Santo Quodvultdeus.

A sua volta Quodvultdeus fu una figura storica, però molto probabilmente mai approdata nell’antica città napoletana, pur tuttavia, quasi sicuramente, è succeduto dal culto del 496 ai Santi Stefano e Sossio compagni di San Gennaro, il Martire napoletano per eccellenza.

Il cubicolo di san Gaudioso, vescovo Africano, sbarcato a Napoli nel 455 d. C., fuggito alla Crisi Ariana del Nordafrica determina l’area più antica delle catacombe, a partire dalla quale, biforcano a destra e a sinistra due passaggi terragni, di cui, con dimostrazione postuma al 1925 data alle stampe per renderne l’infondatezza, quello a destra è stato creduto passaggio intercomunicante con la piccola catacomba sotto la chiesa di San Severo nell’omonimo comparto urbano. Più arditamente, collegata addirittura anche con le catacombe di San Gennaro, con ingresso sotto l’omonima chiesa, non concedendo però la valida impugnazione contro l’idea di legare questi luoghi a tutte le verità fin’ora formulate sul culto al Sangue di San Gennaro ed il fenomeno miracoloso ad esso legato.

Autore: Fabrizio
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