« Riaprono i sotterranei gotici della Certosa di San Martino
Tra i luoghi più sorprendenti e meno noti del complesso di San Martino si celano le sue fondamenta: i sotterranei gotici, testimonianza architettonica risalente alla fondazione trecentesca della Certosa. In questi ambienti severi e silenziosi, avvolti da luce tenue e ombre profonde, si respira ancora l’anima antica del monastero.
Costruiti nel XIV secolo come basamento strutturale della chiesa e degli ambienti certosini superiori, questi spazi presentano volte ogivali, arcate maestose e pilastri possenti in tufo, elementi tipici dello stile gotico angioino. Percorrere questi corridoi significa fare un viaggio nella parte invisibile della storia, quella che sostiene — letteralmente — la bellezza in superficie.
I sotterranei non sono solo testimonianza architettonica: oggi accolgono una sezione museale affascinante, dedicata a sculture e epigrafi in marmo, provenienti da chiese e palazzi storici della città. Oltre 150 opere, disposte in ordine cronologico ma anche secondo la loro origine, creano un percorso immersivo tra Medioevo e Rinascimento: sarcofagi scolpiti, capitelli, busti, rilievi e frammenti decorativi.
Ogni sala racconta la storia di Napoli scolpita nella pietra, riportata alla luce e valorizzata in un ambiente che amplifica suggestione e introspezione.
I sotterranei sono aperti al pubblico solo in occasioni straordinarie, generalmente serali, con prenotazione obbligatoria e accompagnamento da parte del personale del museo. Queste aperture, molto richieste, offrono l’occasione di scoprire uno degli aspetti meno conosciuti ma più affascinanti della Certosa.
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