« Angelica e Élisabeth: due protagoniste della pittura a Napoli
Tra le architetture più insolite di Napoli, il Castello Aselmeyer si distingue per il suo aspetto fiabesco e le suggestioni medievali che sembrano trasportare un angolo d’Inghilterra sulle colline di Chiaia. Torri, archi gotici e rivestimenti in pietra caratterizzano questa singolare residenza progettata da Lamont Young, testimonianza di una stagione in cui la città sperimentava nuovi linguaggi architettonici, guardando anche oltre i confini italiani.
La storia del Castello Aselmeyer è legata alla figura di Lamont Young, architetto napoletano di origini britanniche, noto per la sua creatività e per i numerosi progetti che contribuirono a immaginare una Napoli moderna e internazionale.
Alla fine dell’Ottocento, Young individuò nell’area del Parco Grifeo, lungo il Corso Vittorio Emanuele, il luogo ideale per una costruzione dal carattere originale. Inizialmente concepito anche in relazione a una possibile destinazione alberghiera, il progetto prese forma come residenza personale dell’architetto, con il nome di Castle Lamont. Avviata nel 1899, la costruzione fu realizzata nei primi anni del Novecento, distinguendosi per il suo linguaggio architettonico ispirato alle dimore britanniche.
Nel 1904, al termine della fase costruttiva, la proprietà fu ceduta al banchiere Carlo Aselmeyer, dal quale l’edificio avrebbe assunto la denominazione oggi più conosciuta. Young si trasferì successivamente sull’isolotto della Gaiola, proseguendo altrove le proprie sperimentazioni architettoniche.
Con il trascorrere del tempo, la residenza fu trasformata e suddivisa in appartamenti privati, conservando tuttavia buona parte della sua inconfondibile identità esterna.
Il Castello Aselmeyer rappresenta un’interessante espressione dell’architettura neogotica ed eclettica a Napoli. A differenza delle fortezze medievali, non nacque con finalità difensive: il suo aspetto castellano rispondeva soprattutto al gusto romantico e alla sensibilità progettuale del suo ideatore.
La costruzione richiama le residenze storiche britanniche attraverso diversi elementi caratteristici:
Il risultato è una costruzione dal carattere fortemente scenografico, capace di distinguersi dagli edifici circostanti e di testimoniare il dialogo tra cultura architettonica europea e paesaggio partenopeo.
Il Castello Aselmeyer racconta anche la personalità di un progettista che amava sperimentare.
Lamont Young (1851–1929) immaginò edifici, infrastrutture e soluzioni urbanistiche spesso molto innovative per la sua epoca. Il suo interesse per il paesaggio, la tecnologia e le architetture di ispirazione internazionale emerge anche in questa residenza, dove la tradizione britannica viene reinterpretata attraverso materiali e caratteristiche del territorio napoletano.
Tra le altre opere legate al suo nome figura Villa Ebe, sulla collina di Pizzofalcone, ulteriore testimonianza del suo particolare linguaggio architettonico.
Oggi il Castello Aselmeyer è un edificio residenziale privato, suddiviso in appartamenti e non aperto alle visite turistiche ordinarie.
La sua presenza lungo il Corso Vittorio Emanuele conserva però un notevole interesse architettonico e paesaggistico. Osservandolo dall’esterno, è possibile riconoscere l’originalità del progetto e il modo in cui Young seppe adattare una costruzione di ispirazione nord-europea al profilo collinare di Napoli.
Il Castello Aselmeyer merita attenzione per la sua architettura inconsueta e per la storia del suo ideatore. Pur non essendo visitabile internamente, rappresenta una scoperta interessante per chi desidera conoscere una Napoli meno convenzionale, fatta di residenze particolari, sperimentazioni artistiche e influenze internazionali.
📍 Indirizzo:
Corso Vittorio Emanuele, 166 – Napoli
– In funicolare:
• Linea Chiaia – fermata Corso Vittorio Emanuele, proseguendo a piedi verso l’edificio.
– In metro:
• Linea 2 – fermata Piazza Amedeo, da cui è possibile proseguire a piedi in salita oppure utilizzare la Funicolare di Chiaia.
– In bus:
• Linea 128 – fermate lungo il Corso Vittorio Emanuele, verificando il percorso aggiornato prima della partenza.
– In auto:
• L’edificio si trova lungo il Corso Vittorio Emanuele. La disponibilità di parcheggio nelle vicinanze può essere limitata.
Il Castello Aselmeyer è una proprietà privata e non è aperto alle visite turistiche.
È possibile ammirarne l’architettura dall’esterno, dagli spazi pubblici lungo il Corso Vittorio Emanuele, rispettando la riservatezza dei residenti.
⏳ Durata dell’osservazione:
• Circa 10–15 minuti, nell’ambito di una passeggiata nel quartiere.
• Non sono previsti biglietti d’ingresso, poiché l’edificio non è aperto al pubblico.
• La facciata è osservabile dalla strada pubblica.
• Il Corso Vittorio Emanuele presenta tratti in pendenza; la percorribilità dei marciapiedi può variare.
• Gli ambienti interni non sono accessibili ai visitatori.
➤ Trattandosi di una residenza privata, non sono disponibili recapiti turistici ufficiali per prenotare visite all’interno dell’edificio.