« Tina Pica
Erano decenni che questi dei, eroi, uomini, donne e animali giacevano rinchiusi nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dopo che anche in seguito ad un programma di restauro le navate colme di opere provenienti da Pompei, Ercolano, Cuma, Pozzuoli, Baia e Roma erano state svuotate, nascondendole agli occhi dei visitatori.
Un centinaio di esse, da oggi sono tornate alla luce, anzi proprio alla luce del sole, poiché la teca sotto la quale sostano si trova nel giardino settentrionale interno al Museo, ed è visibile anche dall’interno attraverso telecamere comandate dallo stesso spettatore.
Il progetto “I Beni Culturali Invisibili” è stato realizzato grazie alla Fondazione Telecom Italia, ed ha permesso finalmente a busti, bassorilievi, altari e fontane di riprendere il proprio posto nei percorsi del Museo.
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