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Tra sviluppo tecnologico e modernizzazione: il ruolo dell’interior designer

Una nuova figura professionale si sta diffondendo nel nostro Paese, una figura inedita che riesce a sfruttare ogni spazio all’interno di un invaso architettonico dando vita a nuovi stili, che sa scegliere materiali e colori adeguati puntando sempre alla creazione dell’armonia e di un giusto equilibrio tra le parti.

Stiamo parlando dell’interior designer il cui compito è quello di rendere confortevole l’ambiente in cui si vive e ha sempre un occhio puntato verso lo sviluppo di tendenze e nuovi stili nel contesto culturale e sociale cogliendo, così, e soddisfacendo ogni esigenza del cliente.

C’è un ulteriore aspetto che caratterizza positivamente il lavoro dell’interior designer: il progettista d’interni è costantemente impegnato nella ricerca di maggiori opportunità, nuove soluzioni al fine di ridurre l’impatto ambientale attraverso l’utilizzo di materiali riciclabili.

Recentemente l’applicazione delle nuove tecnologie ha investito anche il mondo della progettazione dell’arredamento che ha finito per subire una rivoluzione, la stessa rivoluzione che, successivamente e inevitabilmente, ha riguardato anche il ruolo dell’interior designer.

In particolare, tecniche come la personalizzazione o l’autoproduzione stanno, parallelamente, modificando sia il lavoro e la produzione delle aziende che le abitudini dei clienti.

Tra le innovazioni più recenti, solo per citarne alcune, possiamo ricordare la stampa 3D, l’uso di nuovi materiali o l’elettronica.

Quest’ultima tecnica è utilizzata per trasformare gli oggetti più comuni in elementi di grande design attraverso l’inserimento di circuiti elettrici all’interno dei materiali che li compongono.

Estremamente innovativo è anche il marmo liquido; un’alternativa molto vantaggiosa al marmo tradizionale perché produce rivestimenti in marmo vero eliminando le classiche lastre pesanti e, proprio per questa ragione, può essere adoperato anche su quelle superfici più complesse da rivestire.

La stampa 3D è ormai di grande tendenza grazie alla sua versatilità. Gli arredi sono totalmente personalizzabili e sono realizzati su misura secondo le specifiche richieste del cliente. Tramite uno scanner, ad esempio, vengono prese le misure del cliente per poi procedere alla realizzazione di sedie su misura e complementi d’arredo di grande design fatte con una tecnica particolare grazie all’uso di stampi creati precedentemente allo sviluppo in legno della sedia stessa.

Tutti gli arredi realizzati con la stampa 3D sono a basso costo perché prodotti per mezzo del riciclo di vecchi oggetti rotti o con materiali naturali, non inquinanti.

Un modo molto innovativo di vedere il futuro è, infine, rappresentato dall’utilizzo di un nuovo materiale denominato keeplife. Una filosofia diversa e molto originale è quella che ha ispirato l’interior ed industrial designer Pietro Petrillo, inventore del materiale e della sua moderna tecnica di lavorazione. L’idea si distacca un po’ dal riciclo, ma la filosofia aziendale conserva il suo buon proposito di mantenere intatta la natura e farla continuare a vivere anche successivamente al proprio ciclo vitale. Questo materiale si propone infatti di dare continuità all’albero mantenendone in vita una parte grazie al solo uso dei gusci di alcune tipologie di frutti: noce, nocciolo, castagno, mandorlo e piante come l’arachide ed il pistacchio.

In questo caso il progettista può creare nuove forme d’arredo entrando nella sfera del productor designer in quanto il keeplife risultante dalla lavorazione dei vari tipi di guscio è plasmabile ed autoindurente oltre che bioispirato.

Autore: Angelo
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