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San Valentino a Pompei: apertura straordinaria della Casa dei Casti Amanti

A Pompei si festeggia un San Valentino davvero speciale. Da sabato 11 a martedì 14 febbraio, apre le porte la Domus dei Casti Amanti. Aperta per la prima volta nel 2010 e poi richiusa, potrà essere visitata dal pubblico in via straordinaria. Dopo di che l’abitazione sarà soggetta a un importante restauro che la terrà chiusa fino al 2020. Si tratta di un luogo che in 1.500 mq sintetizza l’essenza di Pompei: incredibili affreschi, mura abbattute e trascinate dalla furia vulcanica, ma anche aree non ancora scavate e segni dei bombardamenti del 1943.

La Casa dei Casti Amanti era abitata da un ricco panettiere. Adiacente alla domus, infatti, vi è un panificio splendidamente conservato con tanto di forno e macine. Affianco una stalla dove sono stati ritrovati gli scheletri di sei muli e un asino usati per l’attività. La sala più famosa è il triclinio decorato da meravigliosi affreschi. Tra questi vi è quello che dà il nome alla casa, raffigurante due amanti che si baciano timidamente. Un’immagine molto “gentile” e piuttosto insolita rispetto alle scene più “esplicite” che solo tre mesi prima, nel 1987, erano state scoperte nelle Terme Suburbane.

 

Sulle due pareti laterali appaiono, invece, altri due sublimi affreschi che però urtano con la sensibilità dei casti amanti. In uno due intraprendenti signorine sollazzano allo sfinimento i banchettanti, mentre nell’altro si celebrano i piaceri (e gli effetti) del vino: una persona tiene in piedi un uomo brillo e barcollante. I commensali sbronzi gli fanno cenno di avvicinarsi con le mani. Tra loro se ne intravede uno steso con il gomito alto che si tocca la fronte, come se avesse un cerchio alla testa dovuto alla sbornia. Una scena così magnificamente disegnata che sembra muoversi.

La Casa dei casti Amanti fa parte di un’unica grande Insula che comprende anche la Domus dei Pittori al Lavoro. Un nome particolare dato dal fatto che, al momento dell’eruzione del 79 d.C., gli operai erano alle prese con il rifacimento della decorazione parietale nel grande oecus. L’interruzione improvvisa si evince dai quadretti incompleti, dei quali era già stata eseguita la sinopia, e dalle tante coppette piene di pigmenti abbandonate sul posto. Quelle pareti, spoglie oggi come allora, hanno visto i volti di uomini terrorizzati che se la sono data a gambe elevate al primo gemito del Vesuvio. L’esplosione del vulcano ha fermato per sempre il tempo proprio in quell’esatto istante, mentre i colori freschi stavano per ricreare altri capolavori mai realizzati.

*Per la visita alla Casa dei Casti Amanti non è richiesta prenotazione, ma si potrà accedere a massimo 20 persone alla volta.

Autore: Fabrizio
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