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Novantanovesima Grotta, tra mito e realtà

Le Viti Maritate coltivate con la tecnica delle popolazioni Etrusche

Incastonata tra l’agro aversano e l’agro atellano in Campania si trova la città di Cesa, conta innumerevoli grotte, alcune veri e propri labirinti con struttura in pietra di tufo che in passato erano utilizzate oltre alla conservazione del vino, anche come rifugio per la popolazione cesana durante la guerra.

“Novantanovesima Grotta” è la denominazione scelta per il marchio che rispecchia rigorosamente la storia del paese e delle sue 99 grotte, un numero monito dell’identità e della perfezione.

Storia

Fondatrice del brand Novantanovesima Grotta è l’azienda agricola Marrandino di Cesa con un percorso storico che dura da più di 200 anni risalente al Regno delle Due Sicilie.

La famiglia Marrandino di Cesa è l’unica superstite, pertanto custode delle splendide Viti Maritate e della sua unica e inimitabile tecnica di coltura che conserva la memoria della coltivazione dell’uva utilizzata dalle popolazioni etrusche.

Da fonti storiche si evince che le origini delle Viti Maritate colme di grappoli d’uva asprinia, risale alla dominazione angioina del Regno di Napoli (1277-1343) secondo queste fonti sarebbe stato Roberto D’angiò a chiedere al cantiniere della casa reale Louis Pierrefeu di scegliere un luogo della campagna napoletana che favoriva la crescita di un vigneto per produrre uno spumante per la corte angioina, senza dover attendere i carichi di champagne provenienti dalla Francia. Pierrefou scelse il territorio tufaceo dell’agro aversano di origine vulcanica ed un vitigno lontano parente dei Pinot, che riteneva particolarmente adatto alla spumantizzazione. Da quel momento il vino bianco asprinio divenne un vino capace di soddisfare e deliziare i palati più esigenti e raffinati.

Vino Asprinio – Il più antico della Campania

L’asprinio è il vino autoctono più antico della Campania, la particolare tecnica conservata nel tempo appartiene alle Viti Maritate ad alberi tutore che salgono fino a 15 metri e oltre di altezza. Uno spettacolo unico al mondo, la vendemmia avviene con lunghe scale denominate “Scalillo”, gli uomini arrampicati sulle vette del vitigno, come esperti equilibristi, raccolgono i preziosi grappoli dell’uva asprinia in una corba (cesto) in castagno con la punta a cuspide, denominata dalla popolazione locale “fescina”. I vignaioli lasciano poi scivolare giù attraverso delle corde sali-scendi, le corbe piene.

Il vino asprinio ha un leggero e delicato profumo di limone, conservando un gusto secco e ben definito, a differenza dei celebri vini bianchi secchi connotati da un profumo più o meno intenso con una vena di dolce.

I vigneti denominati “alberate” per la caratteristica unica, di crescita in altezza e il raffinato vino asprinio derivato, avvicina ed incontra gli eno-appassionati nonché tutti coloro che intendono arricchire la conoscenza di prodotti esclusivi tipici locali, un’esperienza che coinvolge vista, gusto e olfatto.

Contatti:

Tel. +39 334 935 5387 | E-mail: info@novantanovesimagrotta.it

Sito web: novantanovesimagrotta.it

Autore: Fabrizio
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