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“MANN” in mostra i rami di Carlo di Borbone

Il principe Carlo di Borbone due Sicilie inaugura la mostra Carlo di Borbone e la diffusione delle Antichità che apre al MANN di Napoli il 14 dicembre, ore 17, e che resta in cartellone sino al 16 marzo 2017.  Paolo Giulierini, direttore del MANN e Valeria Sampaolo, curatrice, hanno presentato, questa mattina, la mostra che espone per la prima volta 200 matrici in rame delle piante della Reggia di Caserta e delle antichità ritrovate dal re Carlo nel corso degli scavi a Pompei ed Ercolano.

Il MANN possiede più di 500 matrici in rame della Stamperia reale, avviata nel 1748 ed esprossione della volontà del sovrano di propagandare le stupefacenti scoperte archeologiche che resero Napoli, la capitale d’Europa. Carlo fece realizzare gli scavi archeologici che riportarono alla luce le antichità e decise di raccontarle al mondo di comunicarle al mondo chiamando a Napoli i migliori disegnatori ed incisori operanti in Italia che andarono a costituire la cosiddetta Scuola di Portici, annessa alla Stamperia quale officina di calcografia.

Sotto la supervisione di Bernando Tanucci la Stamperia realizzò gli splendidi volumi delle Antichità di Ercolano esposte, il primo uscì nel 1757 con le fedeli riproduzioni degli oggetti e delle spiegazioni della loro funzione  o del loro significato da parte dell’Accademia Ercolanense, altra creazione sovrana che rese possibile la divulgazione di ciò che tornava alla luce nei siti vesuviani.

Nella prima sezione della mostra ci viene restituita l’immagine del sovrano attraverso la sua iconografia, dalla più tenera infanzia agli anni napoletani, la seconda sezione è dedicata alle attività di scavo nelle città vesuviane con l’esposizione degli originali più famosi scoperti sino al 1759 e che sovrano certamente vide: dalle Ercolanensi dello scavo del principe d’Elboeuf, alle grandi statue in bronzo dell’Augusteum o dal Teatro di Ercolano, fino alle sculture in bronzo e marmo della villa dei Papiri. Segue una sezione dedicata  appunto alle attività della Stamperia con l’esposizione delle matrici in rame delle Antichità, affiancate alla prova di stampa e all’oggetto originale copiato nel rame, di quelle enormi della Dichiarazione di L. Vanvitelli e dei capilettera dai lui stesso disegnati per le Antichità.

Una mostra da intendersi come una tappa per la crescita del nsotro Istituto, in coerenza con il grande sforzo attuato quest’anno per aprire e riconnettere il il Museo alla città – dichiara Paolo Giulierini, direttore MANN- e al pubblico e con il programma strategico presentato 2016-2019. Tappe successive in questo ambito vedranno proseguire l’opera  di restauro dei rami”.

Autore: Fabrizio
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