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Gemito. Dalla scultura al disegno

A cura di Jean-Loup Champion, Maria Tamajo Contarini e Carmine Romano

La mostra Gemito è un progetto di Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte e di Christophe Leribault, direttore del Petit Palais di Parigi, dove si è svolta la prima esposizione dal titolo Gemito. Le sculpteur de l’âme napolitaine (dal 15 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020).

L’enorme successo riscosso a Parigi, ha restituito alla sua legittima fama internazionale il grande artista napoletano di fine dell’Ottocento e alla sua incomparabile abilità nel captare le anime, una delle maggiori sfide del ritratto, che va ben al di là della somiglianza. Ogni visitatore, francese o straniero, era affascinato e commosso dal destino di questo orfano, dal bambino di strada che alla fine della sua infanzia decide di diventare artista, del suo immediato successo a Napoli, dalla fama mondiale ottenuta a Parigi nel 1877 e durante l’Esposizione Universale del 1878 ed infine dalla follia che – al suo ritorno a Napoli – lo taglia fuori dal mondo e, soprattutto, dalla sua arte.

La mostra che si apre a Napoli (Capodimonte), nella città natale dell’artista, dal titolo Gemito. Dalla scultura al disegno (10 settembre -15 novembre 2020), a cura di Jean-Loup Champion, Maria Tamajo Contarini e Carmine Romano, ha l’ambizione di riassumere le rivelazioni di quella parigina, organizzandole però diversamente intorno ai suoi esordi, ai busti, alla gloria, alla follia, alle ultime opere e ai grandi amori della sua vita (la francese Mathilde Duffaud e la napoletana Anna Cutolo).

Il percorso espositivo

La mostra Gemito, dalla scultura al disegno è suddivisa in nove sezioni in cui le opere sono esposte cronologicamente e associate a quelle di artisti suoi contemporanei. Due sezioni sono dedicate ai due grandi amori della sua vita: la francese Mathilde Duffaud e la napoletana Anna Cutolo, detta ‘Nannina’ da cui avrà una figlia: Giuseppina. Tra i capolavori in mostra c’è il magnifico Medaglione con la testa di Medusa in argento dorato proveniente dal Getty Museum di Los Angeles, il famoso Giocatore e l’altrettanto celebre Pescatore Napoletano. E, ancora il Fiociniere, la Testa di fanciulla, il Malatiello, il Pescatorello, l’Acquaiolo, il Pastore degli Abruzzi, il busto della moglie Anna e quello di Giuseppe Verdi. Ci sono poi i disegni, tra cui La Zingara. In mostra anche la celebre Coppaflora, recentemente acquisita alle collezioni di Capodimonte grazie a un atto di mecenatismo di cinque imprenditori napoletani, attraverso lo strumento fiscale dell’Art Bonus.

Molte opere sono in collezione al Museo e Real Bosco di Capodimonte, ma molte provengono dalla Collezione Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia Palazzo Zevallos Stigliano, partner anche dell’esposizione parigina, dal Polo Museale della Campania (Museo e Certosa di San Martino, Castel Sant’Elmo), dal MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dalle Gallerie dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, dal Museo d’Orsay di Parigi, dal Philadelphia Museum of Art e dal Getty Museum di Los Angeles negli Stati Uniti, dalla GAM-Galleria d’Arte Moderna e dalla GNAM-Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Gemito, da Parigi a Napoli

“Gemito, poco noto in Francia – afferma il direttore Bellenger – a Napoli assume le dimensioni di un mito, di una grande figura della leggenda, non nera e ossessiva come quella di Caravaggio, ma tenera, a cui i napoletani si sono affezionati. Un sentimento che nasce dall’ammirazione e dall’indulgenza verso il figliol prodigo, il ragazzo di strada. Gemito fu uno scugnizzo, il Gavroche dei francesi”.

“Gemito sculpteur de l’âme napolitaine” è stata la prima mostra dedicata a Gemito fuori dall’Italia dopo la morte dell’artista, il che può apparire sorprendente trattandosi di un uomo che aveva trovato la gloria proprio a Parigi, durante l’Esposizione universale del 1878, e che aveva stretto amicizia con i grandi artisti del tempo: Meissonnier ma anche Rodin.

Informazioni:

Titolo: Vincenzo Gemito. Dalla scultura al disegno

Autore: Sylvain Bellenger; Christophe Leribault

A cura di: Jean-Loup Champion, Maria Tamajo Contarini e Carmine Romano

Date mostra: dal 10.09.2020 fino al 15.11.2020
Orari: dalle 8.30 alle 19.30|ultimo ingresso 18:30 (Mercoledì chiuso)

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Contatti:

Sede: Museo di Capodimonte
Indirizzo: Via Miano, 2 – 80131 Napoli

Tel. 081 7499111|E-mail: mu-cap@beniculturali.it

Autore: Fabrizio
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