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Costumi da Star, Napoli rende omaggio alla Sartoria Tirelli

Ci sono l’abito da ballo di Claudia Cardinale – Angelica, disegnato da Piero Tosi per “Il Gattopardo” di Visconti, i tailleur di Mariano Tufano indossati da Sofia Loren ne “La Voce Umana”, i costumi di Michelle Pfeiffer e Winona Ryder per “L’età dell’Innocenza” di Martin Scorsese, che valsero l’Oscar a Gabriella Pescucci. Si inaugura oggi al Museo Villa Pignatelli, nell’ambito del decimo Napoli Teatro Festival Italia Costumi da Star, una mostra che, fino al 10 luglio, rende omaggio ai grandi costumisti tra cinema e teatro, sartoria Tirelli e ai suoi 52 anni di attività.

Esposti anche l’abito di Marcello Mastroianni per “La Decima Vittima” diretto da Elio Petri, di Giulio Coltellacci; quelli di Monica Bellucci indossati nel film “N (Io e Napoleone)” di Paolo Virzì, disegnati da Maurizio Millenotti; quelli di Kirsten Dunst in “Maria Antoinette” per la regia di Sofia Coppola, vestita da Milena Canonero, premio Oscar nel 2007. Di Carlo Poggioli si espongono i costumi indossati da Jude Law in “The Young Pope”, la produzione Sky di Paolo Sorrentino, ma anche quelli delle opere “Falstaff” e “Gustavo III”, entrambe dirette da Ruggero Cappuccio.

Di Massimo Cantini Parrini sono esposti i costumi di Salma Hayek e Vincent Cassel per “Il Racconto dei Racconti” di Matteo Garrone. Di Alessandro Lai, ecco i costumi disegnati per “I Medici” di Dustin Hoffman e Richard Madden; il costume di Margherita Buy per “Magnifica Presenza”, così come quelli per “La Traviata” (recentemente allestita al Teatro di San Carlo) diretti entrambi da Ferzan Ozpetek, e altri e altri ancora fino ad un totale di 55 preziosissimi pezzi unici, tutti della Tirelli. In omaggio a Totò, di cui si celebrano i 50 anni dalla scomparsa, in mostra anche uno dei costumi creati da Jurgen Henze per “Che cosa sono le nuvole?” di Pier Paolo Pasolini.

La mostra è curata da Gabriella Pescucci, Flora Brancatella ed allo stesso Carlo Poggioli e da Dino Trappetti, direttore della Sartoria Tirelli dal 1990, dopo la scomparsa del suo fondatore Umberto Tirelli. Nata nel 1964, l’atelier ebbe tra i suoi primi committenti Luchino Visconti, Mauro Bolognini, Franco Zeffirelli, Giorgio de Lullo, Giorgio Strehler ed è da allora punto di riferimento fondamentale per i più grandi costumisti del mondo, tagliando e cucendo abiti per film, opera, teatro, mostre. Nei suoi magazzini sono custoditi oltre 200.000 costumi di tutte le epoche, 10.000 abiti autentici a partire dal 1700 in poi, più una notevole collezione di abiti Altamoda dagli anni ‘50 in poi.

Informazioni:

DOVE: Museo Pignatelli, riviera di Chiaia 200, Napoli
QUANDO: 6 giugno – 10 luglio ore 8.30-17.00 ; martedì chiuso ; dal 14 al 24 giugno ore 8.30-17.00 e ore 18.00-21.00
QUANTO: 5€ (previste riduzioni per il pubblico del Napoli Teatro Festival Italia)
INFO: 081.669675

Autore: Fabrizio
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