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Castel Nuovo (Maschio Angioino)

Castel Nuovo, popolarmente indicato come Maschio Angioino, rappresenta oggi uno dei simboli riconosciuti di Napoli nel mondo, visto che gran parte della storia partenopea si intreccia con le vicende della fortezza. Sorge nel mezzo dell’ampia Piazza Municipio, al lato dei giardini del Palazzo Reale, e a pochi passi dal porto di Napoli, sul quale si erge con la sua mole imponente.

Le origini

Castrum Novum“, così lo chiamarono in origine i sovrani di casa d’Angiò, e per distinguerlo dai più antichi castelli dell’Ovo e Capuano. Una vera e propria cittadella fortificata dove un tempo accadevano eventi straordinari: dallo storico rifiuto di un Pontefice, alla immediata acclamazione del suo successore, dalla sparizione di prigionieri, ad opera di un mostruoso coccodrillo, che si voleva fosse tenuto nascosto nella rada del maniero dalla regina Giovanna, all’uccisione di amanti popolani da parte della lussuriosa sovrana che li precipitava, attraverso una botola, nella misteriosa, Fossa del Miglio.

Occupata Napoli, nel 1266, Carlo I d’Angiò non trovò adeguata la residenza reale di Castel Capuano, che pure era stata accogliente e sfarzosa da Federico II, e volle edificare una reggia fortificata, preferibilmente prossima al mare. Fra le varie possibilità scelse una zona fuori le mura conosciuta col nome di Campus oppidi, nel cui centro sorgeva una chiesetta francescana. Il tempietto fu demolito (e ricostruito altrove, a spese del sovrano) e i lavori della nuova residenza denominata Castel Nuovo, furono affidati, secondo i registri angioini, agli architetti francesi Pierre de Chaulle e Pierre d’Angicourt.

Edificato nel 1279, fu residenza reale della casa transalpina e sede di una corte dall’intensa attività politica e culturale. I successori di Carlo promossero interventi di ampliamento e abbellimento, cui contribuirono artisti del calibro di Giotto e dei suoi allievi, autori degli affreschi all’interno della Cappella Palatina, lasciando tracce nel ciclo pittorico di quel tempo, in gran parte oggi perduto. Proprio la Cappella Palatina, dedicata a Santa Barbara, è uno dei pochi ambienti che ha conservato l’aspetto originario.

Nel 1294 la Sala Maiordella della rocca fu lo scenario prima di un gran rifiuto, quando il 13 dicembre papa Celestino V abdicò al soglio pontificio: Bonifacio VIII.

Anche gli Aragonesi, successori degli Angioini, fecero del “Maschio” la sede politica e culturale della loro potenza. Anzi, i nuovi re di Napoli presero possesso del regno proprio con la conquista della fortezza, celebrata con il maestoso arco trionfale in marmo che ne incorona l’ingresso, e nelle cui volte si rievoca, in un gioco di bassorilievi e sculture, il momento in cui Alfonso il Magnanimo (il 12 giugno del 1442) riuscì ad espugnare il castello. 

Nella “sala dei Baroni”, nel 1486, si svolse l’epilogo della famosa congiura dei baroni, ordita contro re Ferdinando I, figlio di Alfonso, da numerosi nobili del Regno, capitanati da Antonello II di Sanseverino, principe di Salerno, e da Francesco Coppola, conte di Sarno. Subodorato l’inganno, il sovrano li invitò tutti nella sala col pretesto di siglare la pace con un banchetto di nozze. I baroni accorsero in massa, ma il re, dopo aver ordinato ai suoi soldati di sbarrare le porte della sala, li fece arrestare tutti, condannando poi molti di loro, fra cui Coppola e i figli, alla pena capitale.

Castel Nuovo, nel corso della sua plurisecolare storia, è stato utilizzato più volte come residenza per ospitare personaggi famosi recatisi in viaggio a Napoli, ospiti della corte reale oppure in visita ufficiale alla città. Tra questi si annoverano personalità del calibro di Giovanni Boccaccio, Giotto e Francesco Petrarca.

Informazioni Turistiche e cosa visitare:

Al Maschio Angioino è possibile effettuare un inedito ed esclusivo percorso archeologico denominato “La linea del tempo“ dove sarà possibile discendere nei meandri del Maschio Angioino per scoprire delle aree mai rese visibili al pubblico, per un viaggio che inizia dalle vestigia dell’antica Roma, dove si potrà percorrere la zona sottostante le sale dell’armeria aragonese, fino a giungere all’area della Napoli rinascimentale di Alfonso I, detto “Il Magnanimo“, e del figlio-successore Ferrante d’Aragona. Il nuovo percorso è curato dall’associazione Timeline Napoli e consentirà a tutti i visitatori di avvicinarsi all’importante patrimonio archeologico della città di Napoli, grazie all’emozione di poter “toccare” con mano la storia partenopea. Un museo nel museo, alla scoperta del primo impianto del maniero eretto per volere di Carlo I d’Angiò a partire dal 1279. Il leitmotiv dell’itinerario archeologico è proprio il viaggio nel tempo, da cui prendono il nome l’associazione Timeline ed il tour “La linea del tempo“, che permetterà di scorgere la sovrapposizione delle numerose fasi di costruzione che si sono susseguite nel corso dei secoli, dalle vestigia della Neapolis romana, attraversando poi l’Alto Medioevo, fino a giungere alla duecentesca costruzione angioina del castello e alla quattrocentesca riedificazione aragonese.

Percorsi tematici al Maschio Angioino:

  • Percorso storico e archeologico, “La fortezza del tempo”

    È una visita ideata da Timeline Napoli che dagli spalti conduce a un’antica cannoniera, dove sarà appunto possibile scoprire le strategie difensive dell’epoca aragonese, e alle antiche prigioni. Al di sotto della sala dell’Armeria, è possibile accedere in ambienti dove si può ammirare, oltre l’area archeologica, anche una delle sezioni geologiche meglio preservata nel centro storico della città, costituita da depositi piroclastici delle eruzioni esplosive del Vesuvio e dei Campi Flegrei. Accompagnati sempre dalla guida, si uscirà all’esterno, sulla falsa braga della Torre del Beverello, struttura introdotta dagli aragonesi che rappresenta un tentativo volto a fronteggiare i nuovi mezzi di offesa composti delle armi da fuoco e più precisamente dall’artiglieria pesante: le bombarde. Questi corpi avanzati, erano dotati di una propria merlatura con feritoie per balestrieri ed arcieri e consente il raddoppio del tiro difensivo supportato dalle guarnigioni poste sulla parte alta della torre e dal tiro di fiancheggiamento della postazione di artiglieria leggera ubicata alle basi della torre. Infine si salirà sulla terrazza settentrionale per ammirare dall’alto i cantieri di Piazza Municipio. Proprio qui, durante lo scavo della stazione della linea 1 di piazza Municipio, è emerso – al di sotto di una stratificazione di circa 13 metri di profondità dall’attuale piano di calpestio – un intero settore del bacino portuale della Napoli greco-romana, insieme al celebre rinvenimento di cinque imbarcazioni navali il cui fasciame si è straordinariamente conservato.

Informazioni:

Durata: 45 min circa
Tel. 3317451461

Biglietti: 

  • Adulti 10 €
  • Gratuito per bambini fino ai 10 anni
  • Sconto del 50% per scolaresche

  • Percorso avventura, “Archeologia sottosopra”

    Il percorso offre la possibilità di visitare l’antica cannoniera aragonese all’interno della Torre dell’Oro e la cisterna del ‘400; di scendere negli scavi archeologi per poi salire, alla fine della visita, sulla terrazza panoramica del maniero, andando alla scoperta dei “falchi” (si parlerà infatti del ‘De arte venandi cum avibus’, il trattato dell’imperatore Federico II di Svevia sull’attività venatoria). I visitatori saranno muniti di caschetto speleo con luce. Il percorso non è per nulla claustrofobico data la grandezza degli ambienti.

Informazioni:

Durata: 1 ora e 15 minuti circa
Costo biglietto: € 15,00 per adulti.

Per i primi 5 prenotati nel giorno di sabato, il percorso è gratis.

Tutti i giorni (Solo previa prenotazione obbligatoria al 3317451461)


  • Itinerario speciale “Il segreto del Drago”

    È la caccia al tesoro storica che condurrà i bambini (dai 6 ai 12 anni) alla corte di Alfonso I d’Aragona per scoprire – muniti di mappa e accessori – la vera storia del re, capostipite del ramo aragonese di Napoli, e i segreti a lui legati. Solo previa prenotazione al 3317451461)

Orari visite:

Dal Lunedì al Sabato con turni:
dalle ore 10.00 – 10.30 – 11.00 – 11.30 – 12.00 – 12.30 – 14.30 – 15.00 – 15.30 – 16.00.

Domenica con turni: 
dalle ore 09.30 alle 12.30.

Apertura in altri giorni su prenotazione per gruppi

Durata del percorso: 45 minuti

Sculture e affreschi del ‘300 e ‘400 (nella Cappella Palatina del Maschio Angioino). Opere di pittura dal ‘400 al ‘900, argenti e bronzi (nei tre piani dell’ala sud).

Indirizzo: Piazza Municipio, tel. 081-7955877
Ingresso: € 6,00

Autore: Rosa
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