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Capodimonte per Domenico Spinosa – Dal 22 dicembre 6 opere dell’artista nella sezione di Contemporaneo del Museo

X2 - Domenico Spinosa - 15219562_10211029066591538_138924162235639079_n«Con l’Informale ho cercato di cogliere l’essenza che sta al di dentro degli aspetti esterni» 

Domenico Spinosa

Anche il Museo di Capodimonte rende omaggio a Domenica Spinosa (Napoli, 1916 – 2007), tra i maggiori interpreti della stagione dell’Informale in Italia. E dunque in occasione della mostra Domenico Spinosa. 100 anni dopo a Villa Pignatelli (a cura di Valentina Lanzilli e Aurora Spinosa), da giovedì 22 dicembre alle ore 17.00, nella sezione di Contemporaneo del Museo si potranno ammirare,  accanto ai dipinti in collezione permanente – È nata una larva e Tempio grigio, entrambe del 1959 – altre opere della maturità artistica di Spinosa, caratterizzate da un colore spesso e corposo di particolare ricchezza e levità cromatiche, ovvero Torchio tipografico (1958); Il proiettore al sole, Natura morta e Luce bianca del 1961.

Dopo la tragedia della seconda guerra mondiale si palesa drammaticamente la crisi della razionalità e, di conseguenza, l’impossibilità di progettare un’opera d’arte secondo formule prestabilite. Una crisi peraltro che era già in atto da quando la psicanalisi aveva introdotto anche in Italia l’istanza del dualismo coscienza-inconscio, rivelando un nuovo territorio dell’animo umano, e aprendo molteplici declinazioni nell’arte moderna.

Mentre in America tale crisi determina l’affermarsi dell’Action Painting e del Color Field, in Europa, tra il 1950 e il 1960, si afferma l’Art Informel.

Il termine, impiegato per la prima volta dal critico francese Michel Tapié nel suo famoso saggio Un art autre del 1952,  designa una tendenza artistica volta al dissolvimento di ogni schema formale precostituito a vantaggio di una libera espressione emozionale e individuale.

In Italia, nel clima di accesa polemica tra Astrattisti e Realisti, l’Informale rappresentò una possibilità di rinnovamento per artisti di formazione e personalità profondamente diverse.

L’esordio di Domenico Spinosa avviene proprio nel clima del secondo dopoguerra, ottenendo prestigiosi premi e riconoscimenti. Nel 1960 la Biennale di Venezia gli dedica un’intera sala.

Insofferente a gruppi e schieramenti, attento osservatore della pittura napoletana più materica del Seicento e dell’Ottocento  – da Ribera a Mancini –  ma sempre orientato verso la contemporaneità, Spinosa traccia un percorso autonomo nell’ambito del filone dell’Informale. In controtendenza con una visione disperata dell’esistenza umana, il pittore napoletano afferma invece con veemenza, per tutto il suo percorso artistico, la personale convinzione del trionfo della vita.

Sempre giovedì 22 in occasione dell’inaugurazione nella Sala Burri alle ore 17.30, Lorella Starita terrà una conferenza, accompagnata da proiezioni di foto e immagini delle opere, dal titolo “Domenico Spinosa: l’uomo, il maestro, l’artista” in cui sarà delineata la figura di Spinosa, sia come artista che come uomo, dagli esordi della sua carriera fino alla piena affermazione in campo internazionale, evidenziando, con opportuni confronti, la sua originale posizione nell’ambito dell’ Arte Informale. Particolare rilievo si darà anche al suo ruolo di “maestro” svolto nell’ambito dell’Accademia dove ha formato varie generazioni.

Ufficio stampa:
Barbara Notaro Dietrich 3487946585 b.notarodietrich@gmail.com

Per raggiungere il Museo di Capodimonte:
Navetta Shuttle da Piazza Trieste e Trento ( Teatro San Carlo)
Fermate a richiesta lungo il percorso
Tariffe da 1.50 euro per singola tratta per i napoletani e da 5 euro per i turisti

Autore: Fabrizio
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